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Questa Valle, pertendo dalla millenaria storia delle sue pietre e dalla propria antica memoria, oggi rivendica un futuro nel quale la cultura non è solo un bisogno soggettivo, ma è soprattutto un valore collettivo che respira l'entusiasmo di un progresso umano e sociale.
Vincenzo Consolo

 

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BELICE
Il paesaggio
SALEMI
Il teatro all'aperto  
ROCCAMENA 
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Il ponte del diavolo e il mulino di Calatrasi  
SALAPARUTA 
Rimemorazione 1988 
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GIULIANA 
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SANTA MARGHERITA BELICE
I quartieri di San Vito e San Calogero
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La manutenzione dell'arte contemporanea
MENFI
La Chiesa di Gesù e Maria
Il palazzo Pignatelli
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La Chiesa Madre
CASTELVETRANO
Le ferrovie storiche
POGGIOREALE
L'area archeologica di Castellazzo
POGGIOREALE VECCHIA
Il futuro dei ruderi
SAMBUCA DI SICILIA
Il Palazzo Truncali -Panitteri
CASTELVETRANO
La riserva naturale Foce del fiume Belìce
PARTANNA
Le Chiese di Sant'Andrea e della Madonna del Carmelo
BELICE
Il barocco perduto e dimenticato

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Salvalarte Belice 2009

E’ stato inevitabile. Lo avevamo scritto un anno fa, illustrando le ragioni che ci avevano spinti a organizzare Salvalarte Belìce nel 40° anniversario del terremoto che sconvolse questa meravigliosa Valle. Lo avevamo scritto ancora prima che iniziasse la manifestazione, che si svolgessero gli incontri, gli appuntamenti, le visite guidate, le escursioni. E’ così è stato: siamo stai “costretti” a tornare, a tenere la seconda edizione di Salvalarte Belìce, con molti più Comuni, quasi il doppio, e l’intero territorio della Valle coinvolto, protagonista di undici giorni di iniziative.

Il territorio, il paesaggio, la storia millenaria di questo pezzo di Sicilia ci hanno fatto innamorare, ci hanno ulteriormente convinto che esiste un’altra Sicilia, che cerca di crescere e svilupparsi puntando sulle proprie bellezze e sulla propria storia, anche quella ferita dagli eventi naturali e mortificata, ancora di più, dalla stoltezza e dalla sconsideratezza degli uomini.

La Valle del Belìce è una terra di confine, non solo geografico o morfologico, non solo perché unisce, o divide, i territori amministrativi di tre province, è terra di confine perché vive il presente non come frattura tra passato e futuro, ma come il divenire perpetuo, il vivere intensamente le emozioni, le speranze, la voglia di un domani migliore.

Sono sempre di più queste terre di confine in Sicilia, ma ancora sono poco conosciute, sono ai margini, non emergono, ma ci sono e crescono con la loro voglia di riscatto.

L’azione e l’impegno di Salvalarte Belìce e di Legambiente puntano alla loro valorizzazione, vogliono contribuire a rafforzare queste nuove identità, facendo conoscere il loro patrimonio culturale e naturalistico, anche qui stupefacente.

Ci sono qui piccole idee, semplici progetti, ma con una straordinaria passione, una inconsueta voglia di fare, di lavorare per il bene dei siciliani, per ricordare, per costruire il futuro “sulle pietre della bellezza".

 

 

 

 

 

Gianfranco Zanna
Responsabile per i Beni culturali di Legambiente Sicilia