web analytics :: SalvalarteSicilia.it ::

 

| Home Page | Siti Toccati | Siti Unesco | Comunicati | Documenti | Links | Archivio | Contattaci  

dossier emergenza e ritardi
        nel sistema museale siciliano

   
  Ricerca parola
 

contesto della ricerca

Home Page
L’amaro fallimento dei servizi aggiuntivi
Musei siciliani. Niente da inventare.
Heritage Sicilia: tra valorizzazione e ritorno al passato.
La proposta di una Carta dei diritti dell’utente dei musei.
Musei sotto accusa. Musei in agonia. Musei in “clausura”.
La Gipsoteca a Caltanissetta aspetta ancora
Museo ed Archivio Comunale “Sebastiano Guzzone”: troppo bello per essere vero
Museo Alessi: un tesoro ancora nascosto
Il Museo archeologico di Enna: “chiuso temporaneamente”, a tempo indeterminato
Il Palazzo Trigona di Piazza Armerina: il Museo che non c’è
Un Museo nascosto negli scantinati delle Soprintendenze: l’Antiquarium di Troina
L’Antiquarium di Monte Jato: pronto, ma ancora chiuso
Museo Pitré: ancora incognite sul suo futuro
En attendant... il Museo regionale di Storia Naturale
Il Museo fantasma della città esagonale
Sugli Iblei l’unico ecomuseo siciliano perde pezzi
Musei di Noto Antica e di Noto Barocca: Musei solo sulla carta
Il Museo Paolo Orsi: ancora parzialmente chiuso per riammodernamento
Il recupero della Tonnara di Santa Panagia: un’altra occasione mancata
A Modica il “Palazzo dei Mercedari” è ancora in restauro e il Museo “Guastella” attende
Calatafimi e Salemi: Viva l’Italia!
Salviamo l’arte contemporanea del Museo di Gibellina
Occorrono nuovi spazi per il Museo Cordici di Erice
Il Satiro viaggiatore ancora senza una sede idonea alla sua conservazione
A quando il museo per Selinunte?
Il Museo trapanese di preistoria: eccellente esempio d’incuria

Pagina 1 di 1

 

Home page


I musei siciliani sono una risorsa su cui è necessario investire.

Salvalarte Sicilia ha da un paio di anni lanciato una sua nuova attività dedicata ai musei siciliani: Salvailmuseo, per organizzare un’azione duratura e continua di monitoraggio, promozione, denuncia e valorizzazione del sistema museale siciliano.

Questo dossier è un altro contributo allo spirito fattivo della nostra nuova iniziativa, rendendo chiaro uno degli obiettivi che si pone questo nostro nuovo impegno. Inoltre, vogliamo così rendere praticabile e concreta la nostra proposta di istituire un vero e proprio “Osservatorio sul sistema museale siciliano”, che ne tenga sotto controllo lo stato di salute e metta a confronto le diverse e variegate realtà presenti nella nostra regione.

Secondo il documento approvato a Seul, nel 2004 dall’Assemblea Generale dell’ICOM: “Il museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell’umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto”.

Un museo, dunque, non è un archivio, ma un luogo che espone le sue opere per trasmettere messaggi culturali e di promozione del territorio. La domanda spontanea è: quale messaggio trasmettono i musei siciliani chiusi contemporaneamente a Palermo, a Siracusa, a Catania, a Enna...? E cosa dire della scellerata decisione del Consiglio Comunale di Palermo di cambiare destinazione ad un’ala dell’Albergo dei Poveri mettendo così una pressoché definitiva ipoteca sul sogno decennale di avere un polo museale di grande potenzialità?

Purtroppo, questi sono ulteriori segnali del momento difficile, molto difficile, che stanno attraversando i Beni culturali. Si approvano tagli di spesa e si progettano svendite. E in un momento di crisi sono sempre i più deboli a pagare. E la cultura, il paesaggio, la nostra eredità, per molti non hanno nessun valore, anzi c’è chi pensa che ne possiamo anche fare a meno.

Noi, invece, non ci stancheremo mai di parlare della loro importanza, del loro valore appunto, ma non perché ci raccontano il nostro meraviglioso e bellissimo passato, ma soprattutto perché sono il nostro futuro, la nostra possibilità di riscatto e di speranza.

E nonostante questa nostra decisa convinzione, siamo ben lontani dall’avere una visione “economicistica” che dice che bisogna “fare per forza cassa”, che i Beni culturali devono direttamente farci guadagnare altrimenti sono inutili. Questa concezione riduttiva è altresì stupida e sbilenca. La verità è che i nostri Beni culturali ci fanno guadagnare ogni giorno, perché hanno fatto sì che la Sicilia e l’intero nostro Paese sono unici al mondo, per bellezza, storia, testimonianze del passato. È questa la nostra ricchezza!

Poi, quando si può fare anche qualche soldo, gestendo i siti culturali con i “servizi aggiuntivi”, è molto meglio, ma per farlo, come denunciamo in questo dossier, bisogna organizzarli in maniera più efficiente, moderna, produttiva e trasparente.

Speriamo che la stagione che si aprirà con i nuovi bandi, promossi dall’Assessorato regionale dei Beni culturali per il coinvolgimento dei privati nella gestione dei nostri siti culturali, possa finalmente imprimere una svolta innovativa e moderna al settore, magari raccogliendo anche qualche nostro suggerimento, contenuto in queste pagine e sperimentato da altre parti, come la “tourist card” o i servizi di prenotazione on-line.

Inoltre, riteniamo, che la programmazione europea 2007/2013 potrebbe diventare un’occasione per promuovere nei nostri musei la cultura della qualità, trasformandoli in luoghi e sedi di promozione e produzione culturale nel e per il territorio: i musei non solo come luoghi di tutela e conservazione, ma protagonisti attivi di una politica culturale. Anche se, purtroppo, le politiche pubbliche regionali sono molto spesso lontane dalle esigenze e dagli obiettivi che i musei si pongono per essere al servizio dei territori e del loro sviluppo: mancanza di autonomia di bilancio, scarsezza di risorse economiche, carenze di personale, assenza di coordinamento e di azioni di rete, sono gli annosi problemi che condizionano pesantemente e negativamente le strutture museali siciliane.

Per non parlare delle tante sedi chiuse, dell’importante patrimonio culturale negato, delle strutture mai realizzate anche se progettate da tempo, dei reperti non catalogati nei magazzini stracolmi, delle ristrutturazioni necessarie per un’esposizione più adeguata, moderna e sicura. E in questo dossier troverete qualche esempio molto significativo di tutto ciò.

Le statistiche ci dicono che in tutto il nostro Paese, e quindi anche nella nostra regione, c’è un calo di visitatori nei musei e nei siti culturali. Questa perdita di presenze non è imputabile solo alla pesante crisi economica in atto, ma indubbiamente anche all’offerta, alle possibilità che si offrono. La risposta a queste difficoltà non può essere la chiusura, ma esattamente il contrario. Bisogna migliorare l’offerta culturale ed espositiva dei musei, aprire altre e nuove sedi museali. Una prospettiva su cui lavorare è quella del museo diffuso, strettamente legato alla cultura del territorio, che faccia rete con le altre strutture culturali presenti.

Tutto ciò si può fare organizzando meglio il personale di custodia, oggi mal distribuito e demotivato, e coinvolgendo nella gestione dei siti l’associazionismo culturale, che oggi è pronto a raccogliere questa sfida.

Per questi obiettivi avanziamo in queste pagine qualche proposta precisa che, accanto a quella che abbiamo già fatta e che qui riproponiamo della “Carta dei diritti dell’utente dei musei”, possa migliorare l’offerta culturale dei nostri musei, rendere più gradevole e istruttiva una visita e ottenere possibilmente dai circuiti museali anche degli introiti economici più adeguati e reali rispetto alle potenzialità dei nostri siti culturali.

I nostri musei, come vedrete dalle schede di questo dossier che ci raccontano solo alcune delle tante emergenze siciliane, hanno tanti altri problemi: di risorse economiche innanzitutto, di fruibilità, di spazi. Problemi che solo una politica impegnata e un’attenzione continua possono risolvere. C’è bisogno di questa politica seria e responsabile per i Beni culturali siciliani, c’è bisogno di risorse e di finanziamenti per tutelare e recuperare i nostri tesori, altrimenti è fortissimo il rischio dell’oblio, del degrado e dell’abbandono. E se vogliamo continuare a parlare di musei, in Sicilia servono anche degli strumenti legislativi per un sostegno economico e progettuale ai piccoli musei che non sono direttamente dipendenti dall’amministrazione regionale e per la promozione degli ecomusei, le istituzioni culturali che si occupano di studiare, conservare, valorizzare e presentare la memoria collettiva di una comunità e del territorio che la ospita.

Noi pensiamo che collocare il valore del patrimonio culturale al centro della vita civile è un dovere-diritto per tutti, per questa ragione Salvalarte Sicilia continua con sempre più passione e determinazione il suo impegno, oggi guardando con maggiore cura e attenzione alla difficile realtà del sistema museale siciliano.

Gianfranco Zanna
Responsabile per i Beni culturali
di Legambiente Sicilia