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L'Ente Parco Minerario
Floristella-Grottacalda è stato istituito con la legge regionale n° 17, art.
6, del 15 maggio 1991.
In atto, l'area del parco si estende su circa 400
ettari sottoposti ai vincoli di tutela culturale e ambientale; comprende
l'area mineraria di Floristella e la circostante area del demanio forestale.
Gli attuali confini del Parco sono
destinati ad estendersi alla contigua area della miniera Grottacalda, con
l'apposizione su di essa dei vincoli di tutela, che ancora ritardano in modo
inspiegabile e che fortemente sollecitiamo.
Il Parco Minerario rappresenta
uno dei più importanti siti di archeologia industriale esistenti nel
Mezzogiorno ed una delle più grandi, antiche e significative aree minerarie
di zolfo della Sicilia.
Può considerarsi un particolare museo
all'aria aperta, nel cui territorio l'attività estrattiva dello zolfo è
documentata dalla fine del 1700 al 1986, anno in cui nell'area mineraria
cessò definitivamente ogni attività legata alla produzione zolfifera.
Il
Parco presenta, altresì, aspetti paesaggistici e naturalistici di rilievo.
Un particolare interesse e importanza, sia nel contesto del parco sia per le
caratteristiche architettoniche proprie, assume Palazzo Pennini, edificato
tra il 1870 ed 1885.
Nel palazzo è in corso un intervento di
restauro per trasformarlo in museo.
Purtroppo la gestione dell'Ente non è
stata semplice, infatti, dopo il primo insediamento del presidente, del
direttore e di tutti gli altri organi di gestione e di studio, e dopo il
loro naturale decadimento per raggiunti termini di mandato, negli ultimi
anni abbiamo assistito ad un lungo commissariamento, che ancora oggi
persiste.
Infatti, non è ancora stato nominato il
presidente, e né assegnato il ruolo di direttore (una figura tecnica).
Comunque, la presenza di un commissario non ha rallentato le attività
dell'Ente e nuovo Consiglio d'Amministrazione, a cui aderiscono i
rappresentanti dei Comuni di Enna, Aidone, Piazza Armerina e Valguarnera,
della Provincia regionale di Enna e della Regione, insediatosi circa un anno
fa, svolge correttamente la propria mansione.
Invece, il Comitato Tecnico Scientifico,
che dovrebbe svolgere un ruolo importantissimo, non solo per lo studio, ma
anche per la promozione e valorizzazione dell'intera area, non è stato
nominato.
Tale mancanza rallenta notevolmente l'azione di protezione e
conservazione del complesso minerario zolfifero, la conservazione e difesa
del paesaggio e dell'ambiente naturale dell'area mineraria.
Inoltre, manca un corretto sviluppo
dell'attività di ricerca etno-antropologica, finalizzata all'investigazione,
esame, catalogazione, conservazione della "società mineraria" e della
tecnologia.
Altri effetti negativi che si registrano,
purtroppo, sono le esigue attività di sperimentazione universitaria in
materia di architettura e di archeologia industriale e le attività
didattiche di conoscenza e di ricerca per le scuole di ogni ordine e grado.
Nonostante l'Azienda Foreste Demaniali abbia effettuando un significativo
intervento di ristrutturazione presso l'ex palmento del feudo Pennisi,
l'edificio non è visitabile e non svolge quella funzione per il quale è stato
ristrutturato: quello di diventare la "Porta del Parco di Floristella".
Neanche l'Ente Parco può usufruirne, ne
quei rari visitatori e scolaresche che ne facciano richiesta.
Eppure,
l'edificio si presterebbe in maniera ottimale all'allestimento di una
mostra d'introduzione al sito minerario, comprendendo un'apposita aula
didattica e tutti quei servizi necessari per la prima accoglienza.
Questo
resta uno dei prioritari obiettivi dell'Ente gestore del Parco, che è
costretto ad affrontare, in carenze di risorse economiche, anche non pochi
problemi logistici e di manutenzione.
Nel periodo estivo, ad esempio, l'area
risulta, purtroppo, infestata da zecche, che sicuramente sono alimentate
dalla presenza permanente di mandrie di bovini che hanno facile accesso
nell'area del Parco, considerato che la recinzione non è stata ultimata.
Se
la recinzione e carente si può, anche, affermare che la vigilanza non è
sicuramente al meglio, infatti, recentemente sono state denunciate dal
commissario dell'Ente, alle autorità competenti, ben tre discariche abusive
all'interno del Parco.
Con fondi attivati con progetti
finanziati dal PIT sono previsti, a breve, interventi di recupero, tutela,
restauro e aumento della fruibilità dei fabbricati e strutture dell'area
mineraria di Floristella, dei percorsi escursionistici e di visita al
patrimonio archeologico-industriale e minerario e la recinzione dell'area di
maggiore interesse, quella che racchiude i calcheroni, i forni Gill, i pozzi
numero 1, 2 e 3, con i manufatti contigui, e Palazzo Pennisi. |