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A Bisacquino è tuttora esistente una bottega dell'Orologiaio, appartenente
alla famiglia Scibetta, che la Soprintendenza di Palermo ha deciso di
tutelare e preservare con un vincolo storicoconservativo.
La bottega, fin dalla seconda meta dell'ottocento, è stata molto attiva e ha
costruito numerosi orologi, che hanno impreziosito edifici pubblici di molti
Comuni siciliani.
Fra i più importanti ricordiamo l'orologio del Palazzo Comunale di Bisacquino, costruito da Vincenzo Scibetta nel 1860, e quello costruito
dallo stesso nel 1892 collocato nella torre campanaria della Chiesa Madre
del medesimo Comune.
I figli, poi, proseguirono l'attività e costruirono orologi da torre a
carica elettrica, esempi significativi sono quello della Cattedrale di
Caccamo, diPalazzo Steri a Palermo, del Palazzo Reale a Ficuzza, della
Chiesa Madre di Ficarazzi.
Altro orologio è quello posto nel convento di
Santa Maria del Bosco. Il meccanismo di quest'ultimo è a gabbia, poiché si
sviluppa in verticale.
Successivamente, fu sostituito con un altro più
moderno e più preciso, poiché aveva un meccanismo con lo scappamento a
bandiera, rivelatosi poco preciso ed affidabile.
L'orologio serviva a
scandire la vita monastica del convento.
Le ventiquattrore del giorno e della notte erano suddivise in quattro
periodi di sei ore ciascuno: il primo ciclo iniziava trenta minuti dopo il
calare del sole, il secondo ciclo da mezzanotte alle sei del mattino
successivo (aurora), il terzo ciclo dall'aurora al mezzogiorno, quarto ciclo
comprende le ore pomeridiane.
In Italia vigeva fino all'inizio del XIX
secolo l'ora italiana (hora italica), fondata sulla divisione del giorno che
aveva originariamente adottato la chiesa, andava da un tramonto all'altro.
Il Signor Paolo Scibetta racconta che la sua bottega non si limitava a
costruire e riparare orologi, ma inventava e testava anche meccanismi
all'avanguardia, frutto di una grande conoscenza tecnica e felici
intuizioni. |