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Il Museo civico di arte contemporanea

  GIBELLINA
     Il Museo civico di arte contemporanea

Il Museo di arte contemporanea di Gibellina, nato nel 1980, è ricavato in un'ala al piano terra dell'Istituto comprensivo "Papa Giovanni XXIII" e ospita una collezione la cui punta di diamante e il grande ciclo della natura di Mario Schifano.

Ma ci sono anche le tele di Scialoja e Rotella, Corpora e Corona, Afro Basaldella, Beuys e Consagra, Accardi, Isgrò, Sanfilippo, Fontana, Guttuso e Pirandello, giusto per citare alcuni dei più grandi e noti.

Millenovecento pezzi circa di grande pregio realizzati da centinaia di artisti, tra opere pittoriche, grafiche, sculture e bozzetti, presenti in questo Museo che, per mancanza di spazi, non può esporne pin di centocinquanta per volta.

La mancanza di una sede idonea, che avrebbe costituito un salto di qualità dello sforzo organizzativo e culturale che ha realizzato Gibellina dall'indomani del devastante terremoto del 1968, ha determinato l'affievolirsi degli entusiasmi che per anni hanno circondato la cittadina del Belice, che adesso stenta a porsi, come vorrebbe, da stimolo per la crescita culturale del territorio.

Inoltre, oggi, si ha il problema più urgente del degrado degli ambienti dell'attuale Museo, che non sono climatizzati, ne adatti ad ospitare opere d'arte.

Nella città che ha fatto un'identità dell'arte contemporanea, il suo Museo fa acqua da tutte le parti! I tetti sono gonfi per le continue infiltrazioni, le pareti screpolate, l'intonaco cade a pezzi, le pareti verdi di muffa.

Secchi e bacinelle nei punti critici della sala dei bozzetti, perchè, quando piove, l'acqua filtra dalle guaine dei tetti e crea delle pozzanghere.

Ma l'acqua entra anche nelle stanze adibite alle sezioni etno-antropologica e archeologica, dove l'intonaco e scrostato e l'umidità ha venato di verde le pareti fino alle cornici delle finestre.

Non va meglio d'estate, visto che il corridoio centrale è circondato da vetrate a muro, che producono un dannosissimo effetto-serra sulle tele.

Le pareti diventano bollenti e i quadri si staccano da soli.

L'effetto caldo-umido è senza soluzione di continuità.

Bisogna fare qualcosa e presto, perchè a Gibellina esiste un patrimonio d'arte che è di tutta la Sicilia.

Dal 2001 esiste un progetto esecutivo per la ristrutturazione completa del Museo, che prevede "interventi di adeguamento, completamento e rifunzionamento dei locali".

Il progetto prevede, tra l'altro, una struttura reticolare in tubi d'acciaio per il tetto, un sistema di climatizzazione per le sale, la realizzazione del book-shop e della caffetteria.

Il costo e di due milioni e mezzo di euro.

Il progetto e il primo dei non finanziati, escluso per mancanza di fondi, visto che le somme stanziate hanno coperto solo le prime quattro proposte.

Dall'aprile 2003 una legge regionale stabilisce che le economie di spesa, in pratica le somme residue, non vanno utilizzate per finanziare nuovi bandi, ma progetti già inseriti in graduatoria.

Dunque, basterebbe solo un atto amministrativo dell'Assessorato dei Beni culturali per assegnare le somme e salvare questo nostro inestimabile patrimonio.