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Petralia Sottana e
stato primo comune delle Madonie ad avere le strade e le case illuminate
dall'energia elettrica, grazie alla centrale idroelettrica Cataratti.
L'impianto originario della centrale risale al 1906, quando si decise di
convogliare le acque delle falde di Monte San Salvatore nel torrente Catarratti, dove veniva raccolta in un piccolo serbatoio ottenuto dallo
sbarramento del torrente con una diga.
Il funzionamento
dell'impianto era assicurato dalle due vasche di raccolta, che venivano
alimentate dall'acqua di sorgente grazie ad un canale a cielo aperto e che
garantivano l'approvvigionamento della centrale a mezzo di apposite condotte
di alimentazione costituite da tubazioni in acciaio a sezione circolare.
L'acqua veniva
convogliata da una quota superiore ad una inferiore, allo scopo di
consentire alla centrale idroelettrica la trasformazione dell'energia
potenziale idraulica in energia elettrica; terminato tale ciclo, l'acqua
veniva poi restituita al suo alveo naturale attraverso un canale di
deflusso.
Dopo i successivi
lavori di adeguamento tecnologico, con l'installazione di una nuova turbina
e la costruzione di un nuovo serbatoio, la centrale ha lavorato
ininterrottamente a pieno regime fino agli anni sessanta, producendo
l'energia necessaria per l'alimentazione della illuminazione pubblica
dell'intero centro abitato di Petralia Sottana.
Negli anni sessanta
l'accresciuta richiesta di energia, la nazionalizzazione della produzione e
distribuzione di energia, hanno di fatto portato la centrale alla definitiva
chiusura e, progressivamente, allo stato di odierno abbandono.
Adesso ci si
pone l'obiettivo del pieno recupero, della salvaguardia e della
valorizzazione della centrale idroelettrica Cataratti, straordinario esempio
di architettura industriale, che tanta parte ha avuto nella storia recente
del paese di Petralia Sottana.
In particolare,
l'ipotesi progettuale prevede un programma d'interventi finalizzati alla
ristrutturazione della centrale, alla messa a norma dell'intero impianto,
assicurando, altresì, la funzionalità e la piena efficienza dei motori,
condotte idriche e linee elettriche.
L'intervento che si
sta studiando, oltre al recupero funzionale dell'impianto, mira a
trasformare la centrale di Cataratti in una struttura accessibile a scuole e
studenti, idonea per realizzare visite didattiche e guidate sul corretto
utilizzo della risorsa acqua e sul ciclo dell'acqua, una sorta di network
culturale il cui obiettivo è riuscire a sensibilizzare i visitatori sulla
cultura dell'acqua e dell'uso sostenibile della risorsa.
All'interno della
struttura verrebbero realizzati e gestiti, da parte di Green Cross, dei
laboratori permanenti d'educazione ambientale, con l'obiettivo di promuovere
una didattica attenta ai problemi dell'ambiente umano e naturale, attraverso
una vasta gamma di proposte: visite tematiche, laboratori didattici, stage,
animazioni, attività pratiche, approfondimenti scientifici.
Diffusione della
cultura ambientale e utilizzo sostenibile delle risorse, dunque, in un
contesto, quello del Parco delle Madonie, particolarmente attento su queste
tematiche e impegnato da anni nella difficile strada della sviluppo
sostenibile. |