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La Chiesa di Santa Maria del Castello, il Crocifisso

  NOTO ANTICA
     La Chiesa di Santa Maria del Castello, il Crocifisso

Già, quasi, tutta la Sicilia era nelle mani degli eredi dei vikinghi quando, dopo la caduta di Siracusa nel 1085 a Noto, arroccata sull'altipiano, l'Islam domina ancora, ma non per molto.

Nel 1091 ambasciatori di Noto tratteranno a Mileto con il Gran Conte Ruggero la resa e la liberazione della principessa moglie dello sconfitto Ibn el Werd.

Ruggero invierà il figlio naturale Giordano, gia Conte di Siracusa, che assumerà il titolo di Duca di Noto.

Con la presa di Noto gli Altavilla concludono la conquista della Sicilia e per ringraziare iddio avviano la costruzione del Castello, della Chiesa di Santa Maria del Castello e dell'Abbazia di Santa Lucia de Montaneis.

Rotlando o Orlando, capostipite dei Landolina, valoroso combattente normanno, per i servigi resi ebbe la baronia di Avola e stabilì a Noto la sua dimora.

Fu incaricato di seguire la costruzione della Chiesa di Santa Maria detta del Castello per la sua vicinanza.

Anzi, secondo un antico manoscritto che si conservava a Nicosia, Rotlando sarebbe stato mandato a Noto da Ruggero con in dono un crocifisso attribuito a San Luca, affinché costruisse una Chiesa nella città che per ultima gli si era arresa.

Tra storia e leggenda la fondazione della Chiesa, di cui oltre la memoria oggi rimane ben poco: un'alta collina di macerie e la volta forse di una porzione del transetto, testimoni di un edificio che non poco contribuì alla vicenda artistica netina, anche dopo il terremoto del 1693.

I leoni romanici che, ancora oggi, adornano il Crocifisso di Noto guardiani del diritto amministrato dai Normanni, come vuole a formula giuridica "inter leones et coram populo" e le importanti reliquie, un frammento della vera croce di Cristo, la santa Spina della corona di Gesù, ancora venerata, ci proiettano tra cavalieri crociati e pellegrini che tornano dalla Terra Santa.

I lavori eseguiti dell'architetto Giovanni Emanuella nel '400, la Madonna della neve di Francenco Laurana del 1471, il grande rosone, gli archi rampanti e l'ardito campanile parte integrante del acquedotto civico, aggiungono quel fascino di eterne incompiute delle grandi Chiese siciliane, sempre in trasformazione forse anche per i frequenti terremoti.

La Chiesa trasse molti vantaggi dall'esser prediletta dalla più influente e longeva famiglia feudale di Noto, i Landolina, discendenti del fondatore Rotlando che ne arricchirono il tesoro e, alla fine del '600, vi istituirono la Collegiata, anche perchè in molti vi fissarono la loro ultima dimora.

Anche nella nuova città Crocifisso godette di enorme prestigio, edificata su progetto di Rosario Gagliardi e tra le più grandi e belle del barocco netino, conserva le preziose reliquie e la Madonna di Laurana, una delle opere più pregevoli del '400 siciliano.

Dopo anni di restauri è prossima alla riapertura.