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Alla morte del re
Pietro d'Aragona ed alla veloce successione tra Giacomo e Federico
d'Aragona, quest'ultimo preferì legare alla sua corona, estremamente fragile
e messa in discussione dallo stesso fratello, le città più fervide
dell'isola e tra queste scelse Castrum Johannis, l'odierna Enna, per sua
capitale di residenza e per fulcro della difesa militare dell'isola.
Fu così che si aprì
per Enna un secolo di grande fervore edilizio, con l'allargamento del nucleo
cittadino ai sobborghi extra moenia e con la costruzione di alcuni dei
monumenti che ancora oggi caratterizzano il tessuto urbano.
Queste nuove
costruzioni sono tutte caratterizzate dal segno del gotico catalano, uno
stile che, a differenza del gotico nordico, rimane legato ad alcune
importanti caratteristiche del romanico e che resta "solare" aperto e non
tetro e simbolico come il gotico delle grandi cattedrali francesi o alemanniche.
È il gotico del Barrio
Barcellonese, il "Casco Viejo" di Barcellona, con i volumi tagliati da
mastri lapicidi di grande talento nella pietre di caldo colore dei massi
calcarenitici degli Erei.
Cosa ci rimane di questo passato:
L'abside del Duomo
La Chiesa Madre di Enna, dedicata alla Madonna, venne costruita per volere
della consorte di Federico d'Aragona, la regina Eleonora.
Della struttura
originaria, ad impianto basilicale, gravemente danneggiata da un incendio
nel XV sec., rimangono oggi le absidi mutilate dell'ambulacro postabsidale,
ma ancora caratterizzate dall'impronta catalana con pilastri polistili,
eleganti monofore, finestrelle e marcapiani.
Anche il transetto e,
all'esterno, quello originario ed in esso si può vedere la bella porta santa
anch'essa gotica aragonese, costruita per celebrare un anno santo dedicato
dal Papa Eugenio proprio alla ricostruzione del Duomo di Enna.
La Torre di San
Tommaso
Torre a pianta quadra su tre elevazioni e con copertura a tetto piramidale,
e oggi collegata alla Chiesa medievale di San Tommaso Apostolo, ma doveva
essere inizialmente una torre di controllo del margine meridionale della
città.
Si mantiene in condizioni complessivamente buone.
La Torre di Frate
Elia Rachetta
Utilizzata come torre campanaria della Chiesa e del Convento dei
Carmelitani, poi trasformato in Ospedale Civico, e tradizionalmente legata
al monaco combattente Elia Rachetta, un bizantino ennese che divenne uno dei
paladini della lotta agli arabi che invasero l'isola nel IX sec..
La torre,
forse costruita proprio sul luogo della residenza dei Rachetta, e in forme
gotico catalane, anch'essa con diverse elevazioni e con una pianta quadra
resa particolarmente complessa ed interessante da una sorta di torretta
angolare a pianta circolare che contiene la scala a chiocciola.
La
copertura, oggi a tetto, potrebbe essere stata a cuspide conica come in
altre torri della città.
La Torre di San
Francesco d'Assisi
È la maggiore delle torri superstiti, sorge nella piazza più grande della
città antica, ed oggi è ancora più alta in quanto la piazza venne ottenuta
nel XIX sec. attraverso il taglio del roccione su cui sorge la città e
l'apertura del piano poi detto, appunto, di San Francesco.
La torre si eleva
su di un alto rilevato in calcarenite con profilo a barbacane e presenta un
primo piano aperto da ampie arcature a tutto sesto e con un vano coperto da
una volta a crociera con costoloni modanati e con chiave di volta con
pendente.
Le elevazioni
superiori sono due, una senza aperture ed una seconda con le aperture
per le campane della Chiesa, il tetto è a piramide di tegole e coppi, ma
bisognerebbe studiare l'originaria copertura che potrebbe esser stata a
cuspide conica maiolicata.
Tradizionalmente
questa torre, nella quale il rapporto tra gotico catalano e romanico è
fortemente marcato e comprensibile, è data come torre del Palazzo dei Conti Chiaromonte di Modica.
Lo stato di
conservazione è buono ma sarebbe opportuno un restauro della muratura
esterna della torre e della chiesa ed uno studio delle murature, inoltre,
riteniamo urgente la restituzione all'aspetto originario dell'Atrio del
Sole, il chiostro del palazzo gravemente deturpato da nuove ed inutili
costruzioni e dalla tompagnatura di quasi tutte le arcature.
La Torre di San
Giovanni
Sorge sulla fronte di quella che era la Chiesa di San Giovanni Battista, nel
centro della città, e doveva esserne una delle porte, secondo un sistema che
si ritrova sia nella menzionata San Francesco che nella Matrice, come nelle
vicine matrici di Gangi e di Nicosia.
Deruta la Chiesa, la
torre rimase per molto tempo abbandonata e deturpata e solo negli anni
sessanta e settanta venne sottoposta ai primi restauri.
Questi restauri
videro anche la costruzione di una cupoletta arabo normanna in sostituzione
della cuspide conica e maiolicata che la sormontava in origine.
Oggi fa parte della
sede principale del Municipio, ma versa in brutte condizioni, inoltre,
il contesto in cui sorge è stato gravemente danneggiato dalla superfetazione di
due piani della sede comunale sulla precedente costruzione della Chiesa. |