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C'e chi ha calcolato
che un terzo del patrimonio archeologico dell'Italia sia concentrato nella
nostra regione, dove sono stati censiti quasi duemila siti o aree
archeologiche.
Con la legge regionale n. 20 del 2000
è stato istituito in
Sicilia il Sistema dei Parchi archeologici regionali.
Lo scopo della norma è
quello della salvaguardia, della gestione, della conservazione e della
difesa di questo nostro straordinario patrimonio archeologico, consentendo
migliori condizioni di fruibilità a scopi scientifici, sociali, economici e
turistici dello stesso.
Creare un moderno strumento di fruizione culturale,
per porre a disposizione del cittadino un Bene culturale da conoscere e
godere.
Il Parco archeologico
deve avere al suo interno non solo importanti testimonianze archeologiche,
ma anche valori storici, paesaggistici o ambientali ed essere attrezzato
come un museo all'aperto, in modo da facilitarne la lettura attraverso
itinerari ragionati e supporti didattici.
L'obiettivo è, anche,
quello di superare l'inevitabile conflitto che scaturisce con l'apposizione
di un vincolo di tutela in un'area, che ha un contenuto meramente "passivo"
e si limita ad impedire, o a tentare d'impedire, attività, che spesso si
trasformano in illeciti, che possono danneggiare il patrimonio archeologico.
Non tutto è andato per
il verso giusto e, anche se l'articolato della legge stabilisce tappe e
scadenza per la nascita dei Parchi archeologici, abbondantemente superati
—solo nel luglio del 2001 è stato, con decreto assessoriale, individuato un
primo possibile elenco —, nessuno Parco è stato purtroppo finora istituito. |