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Dall'11 marzo 2004,
giornata d'apertura della manifestazione SALVALARTEMadonie, è in
esposizione presso l’Antiquarium di Himera, la phiale aurea di Damarco,
straordinario oggetto d'oreficeria trafugato dalla Sicilia (dov'era stato
rinvenuto intorno al 1980 in scavi clandestini, probabilmente nel territorio
di Caltavuturo) e restituito all'Italia nel 1999 dagli Stati Uniti, grazie
ad una complessa a brillante azione della Procura di Termini Imerese.
Si tratta di un reperto di straordinaria bellezza per la preziosità del
materiale (gr. 982,40 d'oro) e, particolarmente, per la sua mirabile fattura
a decorazione, da collegare ad una tradizione di oreficerie che trova
modelli e confronti nella regione della Tracia di prima età ellenistica. La
forma ‑ phiale mesomphalos in greco, meglio nota con il termine latino
patera umbilicata ‑ la collega ad un oggetto destinato soprattutto alla
sfera sacra, dove aveva funzione di coppa per l'offerta votiva.
Caratterizzata da un omphalos (ombelico) centrale, è decorata con motivi
impressi o incisi che ne ricoprono interamente la superficie e che si
distribuiscono su quattro file concentriche: si tratta di ghiande, api e faggine collegate da eleganti
linee, nodi e perline.
Un raffinato motivo
vegetate con grappoli, foglie e tralci di vite occupa la parte in tema.
Il
bordo esterno reca l’iscrizione, in greco, che secondo un'interpretazione
recherebbe il nome del dedicante Damarco figlio di Achyrio e l’indicazione
del peso in oro della coppa.
La phiale è databile tra la seconda metà del IV
e la prima metà del III secolo a.C. |