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SAN MARCO D'ALUNZIO

  SAN MARCO D'ALUNZIO
     Il centro storico

Ciò che fa di San Marco d'Alunzio un luogo unico è la sua storia plurimillenaria, di cui si colgono i segni non solo nei suoi monumenti, ma anche nelle murature più ordinarie, spesso costruite riutilizzando materiali di architetture di epoca greca, romana, bizantina e normanna.

Il tessuto urbanistico della città antica risulta ovviamente illeggibile, giacché su di esso insiste l’abitato della San Marco medioevale e moderna.

Poco più in basso, situato quindi fuori le mura, si è conservato, grazie alla trasformazione in Chiesa cristiana operata in età bizantina, un tempio ellenistico, tradizionalmente detto di Eracle.

Si tratta di un tempio che in origine era probabilmente prostilo tetrastilo, la cui costruzione dovrebbe risalire al VI‑111 secolo a.C.

Sempre fuori le mura, in contrada Piano Cuppa, sono venuti alla luce i resti delle fondazioni di un tempio ellenistico. Lo scavo di alcune tombe recanti corredi de11II secolo a.C. ha consentito di localizzare una necropoli ellenistica in contrada Piano Gebbia. Un'altra necropoli, di epoca più tarda, è stata individuata in contrada Santa Marina.

In epoca normanna San Marco conobbe una nuova fase di fioritura architettonica e artistica. Risalgono a questo periodo alcuni monumenti che oggi è possibile identificare in stato di rudere (come il Castello o la Chiesa del Santissimo Salvatore alla Badia Grande), oppure in strutture oggetto di successive trasformazioni, come la Chiesa del Santissimo Salvatore in castro, rimaneggiata nel XVIII secolo inglobando un colonnato romanico in pietra calcarea.

Interessanti testimonianze di questo periodo sono, altresì, conservate nel Museo delle arti figurative bizantine e normanne, ricavato negli ambienti dell'ex Badia Nica.

In particolare, il Museo ingloba le due absidi superstiti di una chiesetta bizantino‑ normanna, denominata dei quattro Santi Dottori contenente affreschi riferibili alla prima parte del XII secolo.

Pochi ruderi rimangono del Castello, che tra il 1101 a il 1112 fu residenza della contessa Adelasia a del governo comitale dell'isola e successivamente di uno stratigoto di nomina regia.

L'area è stata sottoposta di recente a interventi di restauro.

Allo stato di rudere è anche il Monastero delle benedettine del Santissimo Salvatore, situato fuori l'abitato e chiamato Badia Grande per distinguerlo dall'altro che sorgeva in castro.

"Costruito dalla munificenza della regina Margherita, madre di Guglielmo Il, fornito di pinguissima dote e della metà del piccolo casale del Santissimo Salvatore nella diocesi di Patti (Amico), fu abitato dalle monache benedettine fino al XIX secolo.

I ruderi oggi esistenti appartenevano alla Chiesa, mentre il resto del Monastero è stato sgomberato negli anni '60, per fare spazio al campo sportivo.

In essi è possibile riconoscere l'originale impianto basilicale a tre navate senza transetto, con tre absidi allineate. La navata centrale era separata da quelle laterali da muri continui, nel corpo dei quali si aprivano archi ogivali di comunicazione.

Dall'abside centrale di questa Chiesa proviene uno degli affreschi conservati nel Museo delle arti figurative bizantine e normanne, all'ex Badia Nica.