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La corsa postale via mare collegava
esclusivamente le località siciliane da Palermo a Messina.
La corrispondenza
diretta, invece, era affidata a corrieri straordinari che trasportavano la
posta a staffetta. Con la soppressione della "staffettiglia" la corsa fu poi
gestita da un corriere ordinario.
Nel 1786 la litoranea presentava venticinque tappe. Nel 1820 le tappe furono
ridotte a undici.
La centralità della corsa lungo la costa tirrenica fu
mantenuta fino al 1838, data dell'apertura della strada rotabile che
collegava Palermo a Catania.
Nonostante questa strada fosse lunga 240 miglia, a fronte delle 172 che si
percorrevano con la litoranea, essa assicurava non solo la celerità dei
collegamenti, ma anche la possibilità di trasportare, insieme alla
corrispondenza, uomini e cose.
Ma dietro questo vantaggio si celava anche il
disegno politico accentratore dei baroni: la via rotabile si dirigeva verso
i caricatoi sul versante orientale, appartenenti ai baroni.
La via costiera perse, quindi, la sua centralità a fu completata solo dopo
l'unificazione.
La stazione postale di Scinà non serviva solo alla raccolta
ed allo smistamento delle lettere, ma anche come officina per il cambio dei
cavalli e ostello per i viaggiatori. Sono ancora apprezzabili le stalle, le
rimesse ed un portale in pietra arenaria, con arco a tutto sesto, risalente
forse al XVI secolo.
Oggi l'edificio del vecchio fondaco è talmente sovrastato dalle strutture
edilizie della recente espansione di Gliaca, al punto che è difficile
riconoscerne la sagoma ed identificarne l'antica funzione.
Lo stato di
abbandono e l'incuria ne fanno il simbolo evidente della cancellazione della
cultura materiale di quel territorio. |