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Una delle più interessanti e singolari
residenze castellari siciliane sorge a metri 908 sul livello del mare, a
guardia del torrente Elicona e delle rigogliose sommità dei Monti Nebrodi.
Il grande e austero edificio del palatium federiciano domina un
pittoresco abitato, costituito da intatti quartieri dalla trama medievale
che hanno meritato alla cittadina il novero tra i "borghi più belli
d'Italia".
Addossato alla terminazione rocciosa su cui in precedenza era stata eretta
una piccola fortezza normanno‑sveva (ricordata da Edrisi nel 1150 circa), fu
costruito da Federico II d'Aragona nei primi del XIV secolo come luogo di
cura e riposo, ma forse anche di sollazzo, che venne spesso a soggiornarvi
in compagnia del dotto medico, astrologo, diplomatico Arnaldo di Villanova,
qui sepolto nel 1311.
Attraverso varie investiture feudali, nel tempo il Castello passò sotto le signorie degli Aragona, Cruillas, Romano Colonna e
Branciforti fino al 1805, quando fu ceduto ai Gesuiti e, nei primi decenni
del XX secolo, al Comune. Già nell'800 le antiche torri erano crollate o
appositamente abbattute; il degrado maggiore si verificò nel corso del
secolo successivo, quando l’edificio appariva privo di copertura e con i
muri sbreccati.
Dopo i restauri avvenuti a partire dagli anni '80, il
Castello appare oggi nella sua magnificenza, e si può considerare la massima
attrattiva di Montalbano, utilizzato altresì per significativi eventi
culturali.
Posto su un basamento a scarpa, il complesso ha forma
quadrilatera con ampia corte centrale, occupata in gran parte dallo sperone
calcareo su cui si impianta la precedente fortezza, un recinto presidiato
sui lati corti da due torri, l'una rettangolare, l’altra pentagonale.
Il
palazzo trecentesco si eleva su due livelli, il primo segnato da alte e
sottili bifore, il secondo, coronato da sporto merlato, aperto da eleganti
finestroni.
All'interno vasti ambienti in successione, definiti da robusti
muri incisi da eleganti portali in pietra, individuano le zone deputate alla
guardia, ai magazzini, alla rappresentanza, agli alloggi reali.
Assai interessante è la Chiesa palatina, della Trinità, che sorge nella
corte appoggiata al corpo meridionale: un volume cubico aperto sul davanti
da un grande arco, è coperto con una volta ribassata, impostata su archetti
a pennacchi.
Notevoli sono il portaletto archiacuto e la finestra
trecentesca; una sepoltura terragna viene indicata come quella del
Villanova. |