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La tonnara, storicamente determinata è,
prima di ogni altra cosa, un sito e la costruzione di una trappola che sta
montata alcuni mesi.
La tonnara viene cosi ad avere una doppia connotazione:
di area di attività riservata, a mare, e di stabilimento per le
trasformazioni del pescato, a terra.
Una serie di fattori hanno innescato un'inevitabile dismissione
dell'industria della pesca tradizionale e della conserva del tonno, per cui
oggi è necessario riconsiderare l’attività delle tonnare sotto una luce
diversa.
In particolare rileggere, oggi, il senso e l'importanza di questo
patrimonio è cosa fondamentalmente complessa.
La Tonnara di Santa Panagia situata all'estremità dell'omonimo promontorio,
a nord di Siracusa, si protende sullo jonio con i suoi strati rocciosi erosi
dal mare che delimitano una placida baia.
Essendo tonnara di ritorno, ossia
d'inverno, come solevano un tempo essere chiamati questi impianti, pescava
fino ad ottobre inoltrato, ma non si distinse mai per grandi messe di tonni.
La proprietà di questo impianto era in condominio tra le famiglie dei baroni
Bonanno, i Landolina di Trenzano, i marchesi Vico e i marchesi
Castellentini, ma erano questi ultimi ad occuparsi della preparazione degli
"ordegni del, calato". È divenuta inattiva agli inizi degli anni Cinquanta,
rischiando di essere trasformata in un villaggio turistico, per un insieme
di cause che vanno dall'introduzione della pesca del tonno con le "reti
volanti" all'alta concentrazione d'industrie e raffinerie chimiche, che
hanno provocato un forte inquinamento in prossimità dello specchio acqueo
dove venivano calate le reti.
Gli stabilimenti attualmente esistenti si possono far risalire al
Settecento.
Ricostruite dopo il terremoto del 1693, le nuove fabbriche erano più
numerose e specializzate dell'impianto precedente esistente già ai tempi di
Ruggero II.
La dinamica delle trasformazioni, avvenute nel corso dei secoli,
si adegua al rinnovamento degli impianti, diretto soprattutto agli ambienti
occupati dalla ciurma e dal personale contabile, testimonianza delle prime
conquiste sociali dei lavoratori delle tonnare.
L'attuale organismo planimetrico ha forme geometriche elementari.
Si compone
di una serie ordinata di elementi disposti su due lati. Interessantissima
testimonianza di archeologia industriale, oggi la Tonnara versa, purtroppo,
in gravi condizioni di dissesto, invasa da erbe infestanti, abbandonata alla mercé di vandali,
e circondata da rifiuti e discariche di ogni tipo.
Il nodo
da sciogliere, relativo alle scelte per un recupero architettonico e
funzionale, non può prescindere dalla posizione geografica del sito.
Il recupero della Tonnara ‑ ormai incapsulata nella periferia di Siracusa,
tra il pontile d'attracco delle petroliere dell'insediamento industriale ISAB,
a nord, e il quartiere di Santa Panagia a sud ‑ deve essere
indispensabile inserito in un progetto di più ampio respiro che tenga conto
della riqualificazione costiera.
Dell'ambizioso progetto di ristrutturazione della Regione Siciliana al fine
di trasformare la Tonnara nel "Museo del mare", si è perduta ogni traccia,
cosi come l’idea di creare un centro polifunzionale di ricerche per la
salvaguardia, conservazione e sfruttamento delle immense risorse biologiche
del mare.
Una struttura dotata di un grande acquario mediterraneo ed aperto
alla fruizione dinamica e non contemplativa da parte del pubblico.
Invece, purtroppo, continua l’abbandono e il degrado a di questo passo la
Tonnara finirà irrimediabilmente persa. |