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Il crescente interesse per la conoscenza
del patrimonio storico e artistico delle nostre città e la diffusa
attenzione di un vasto pubblico alle iniziative culturali, intese nella più
ampia accezione del termine, richiedono oggi un'offerta museale adeguata.
Per tale motivo quest'anno Legambiente Catania, in occasione della
manifestazione SALVALARTESicilia, ha voluto monitorare la situazione dei
Musei catanesi.
Per ogni Museo o raccolta presenti in città sono, quindi, state valutate le
caratteristiche, connesse sia alla valorizzazione dei beni esposti che alla
fruibilità da parte degli utenti.
Infatti, se risulta sempre prioritaria l’esigenza di rigore scientifico del
progetto museologico e di tutela dei beni conservati, oggi è sempre più
avvertita la necessità di rendere il Museo culturalmente accessibile e
formativo per il pubblico più vasto.
Per tale motivo è apparsa opportuna anche in Sicilia la proposta di
istituire una "Carta dei diritti dell'utente del Museo" fatta da
SALVALARTESicilia nel 2003.
Poiché a Catania diversi site sono costituiti da piccoli Musei e collezioni
specialistiche di ridotte dimensioni, alloggiate in anguste strutture
architettoniche, l'offerta di moderni servizi (parcheggi, laboratori, sale
convegni, biblioteche, guardaroba custoditi,...) è generalmente
insignificante.
Tuttavia l’indagine svolta sue quattordici Musei o raccolte
presenti nel perimetro urbano ha permesso di rilevare alcune diffuse
carenze:
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non esiste quasi mai segnaletica stradale che aiuti il visitatore nella
localizzazione dei Musei;
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soltanto pochi Musei dispongono di strutture e servizi per disabili;
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spesso non sono riconoscibili chiari criteri o un filo conduttore nella
disposizione del materiale, gli ausili alla comprensione e alla fruizione
delle opere sono insufficienti (didascalie poco esaurienti, pannelli
esplicativi quasi del tutto assenti);
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più della metà dei Musei è sprovvista di un sito internet;
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è carente l’offerta di servizi culturali e didattico‑educative, tali da
coinvolgere un'utenza più ampia, dai più giovani agli anziani, dagli
specialisti ai visitatori occasionali;
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poco diffusi pannelli e guide in lingue straniere. In anni recenti
l’offerta museale della città è stata arricchita da due Musei provinciali,
il "Museo dello sbarco in Sicilia" e il "Museo del cinema", interessanti
iniziative culturali con notevoli potenzialità didattiche e divulgative.
Sarebbe in ogni caso auspicabile in una città come Catania l’esistenza di
una vera galleria d'arte moderna, attualmente presente soltanto sulla carta,
che rappresenti non solo un luogo per l’esposizione di opere d'arte, ma un
centro di sviluppo e di divulgazione culturale.
Il dato negativo più rilevante è, tuttavia, rappresentato dal fatto che ben
quattro Musei sono da mesi chiusi per lavori di ristrutturazione e non è
prevedibile la data di riapertura: tra i Musei non agibili sono annoverati i
tre Musei comunali, tra i più importanti della città (Castello Ursino, Museo
Belfiniano e Museo Emilio Greco).
Particolarmente travagliata è la storia, che dura ormai da qualche decennio,
del restauro e della sistemazione del Museo Civico del Castello Ursino; tali
lavori si alternano da anni a temporanee e parziali aperture, senza mai
giungere alla realizzazione di un progetto museale definitivo. Considerando
la ricchezza del patrimonio artistico ospitato, o finora stipato, nei
depositi del Museo, nonché l’importanza storica e monumentale dell'edificio,
la inagibilità del Castello Ursino rappresenta per Catania un enorme danno,
al quale la cittadinanza appare oggi persino rassegnata. |