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Quest'anno SALVALARTESicilia torna
a Noto Antica, la "Pompei medievale" siciliana, per occuparsi di una serie
di opere lapidee che, pur se decontestualizzate dagli edifici a dalle
architetture di provenienza, rivestono valenze architettoniche, documentarie
storico‑artistiche, nonché un notevole potenziale educativo.
Queste opere
contribuiscono a dare un'immagine formale della dimensione culturale e
monumentale della città del monte Alveria che vantava 56 chiese, 19
conventi, 120 palazzi e 2 castelli.
Questi oggetti, dai caratteri molto peculiari, sono stati in parte,
recentemente recuperati grazie all'intervento della Soprintendenza di
Siracusa e di Legambiente Circolo di Noto, nonché dei soci del club 4 x 4
Val di Noto, a seguito della campagna SALVALARTESicilia del 2004.
Avvenimento sintomatico dei cambiamenti della coscienza collettiva nei
confronti del nostro passato, manifestati da gruppi ed associazioni che
partecipano in modo attivo e fanno sentire la loro voce, interrogandosi
sulla propria storia.
I manufatti, tutti lapidei, sono custoditi presso il Museo Civico e c'è
adesso l'occasione, dopo uno studio di fattibilità per un'esposizione
temporanea, che questa raccolta abbandoni i magazzini e la sua attuale veste
polverosa ed acquisisca un carattere altamente educativo ed apprezzabile dai
punti di vista museale, storico, ed estetico.
Le aspettative che oggi si riversano sulla fruizione dei Beni culturali
richiedono una serie di mutamenti per creare un sistema aperto nei confronti
della città a del territorio, con iniziative varie, che vedano le risorse
culturali inserite in articolate politiche di valorizzazione.
Ciò nella
prospettiva di uno sviluppo turistico del Distretto culturale del SudEst,
teso ad esprimere anche le potenzialità di Noto Antica, non l'odierna, ma, e
seppur marginale sito del Val di Noto, la vera Noto Antica, baricentro di un
intera area geografica organizzata intorno alla sua potenza politica,
amministrativa, religiosa a tal punto da determinarne il toponimo.
In particolare, si è deciso incentrare l'attenzione sugli stemmi delle
famiglie notigiane presenti nella città prima del terremoto del 1693.
Gli stemmi avevano uno spessore simbolico, quasi dei marchi di proprietà ed
indicatori del cognome.
Raccontavano storie d'armi e di cavalieri, imprese
eroiche e leggendarie, cariche e titoli altisonanti, narrando nello scudo
araldico ‑ a chi era in grado di leggerlo ‑ il grado di nobiltà della
famiglia.
L'arma veniva scolpita in pietra sugli edifici
rappresentativi del potere della famiglia, intagliata sui sepolcri e persino
riprodotta sugli oggetti della vita quotidiana (ceramiche, stoviglie,
gioielli, mobili e tappezzerie).
Verranno presentati in questo modo i veri attori della storia
politicoeconomica della città antica, una sintesi emblematica delle oltre
centocinquanta famiglie, originarie da varie regioni del continente, che nel
prospero territorio di Noto avevano i loro interessi e che nelle città
dell'Alveria fissarono la loro dimora.
È di queste famiglie e del loro
ruolo, in quanto committenti dell'arte e dell'architettura, che SALVALARTESicilia
"parlerà".
Volendo cosi ricostruire una nuova storia, una nuova memoria, per
rispondere alle pressanti richieste di conoscenze sul passato pre‑terremoto,
manifestate da un pubblico sempre più vasto, fatto anche dalle nuove
generazioni, che questa iniziativa intende stimolare ulteriormente
attraverso l'orgoglio di una ritrovata identità civica. |