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Naro è un centro di notevole interesse
per la sua storia e per il suo patrimonio artistico e monumentale.
Su un
preesistente casale arabo si struttura durante il XII secolo il nucleo più
antico della città, situato sulla parte più elevata del colle, a 520 metri
s.l.m., tra le due emergenze del Castello e del Duomo vecchio.
Per la sua
posizione strategica a guardia di un vasto territorio la città acquistò
notevole importanza tra la fine del secolo XIII a gli inizi del XIV epoca in
cui viene realizzata la cinta entro la quale la città si svilupperà fino al
XVII secolo.
Alla presenza della famiglia Chiaramonte, che ne fa una sua roccaforte, si
deve la ristrutturazione di alcuni importanti edifici (Castello, Duomo
vecchio, Chiesa di S. Caterina), che tuttora conservano i caratteri
stilistici dell'architettura cosiddetta "Chiaramontana".
In seguito in massiccio convergere di diversi ordini religiosi condiziona lo
sviluppo urbanistico della città, all'interno e all'esterno della cinta
muraria, e ne struttura nel tempo il piano di espansione.
Durante il XVIII
secolo si registra un'intensa attività edificatoria con ampliamenti e il
rifacimento di numerose chiese a conventi, l’edificazione di prestigiosi
edifici civili e l’espansione dell'abitato all'esterno delle mura, che vanno
perdendo la loro funzione difensiva fino ad essere totalmente demolite
durante il XIX secolo.
Dall'Unità d'Italia in poi, il forte
ridimensionamento del potere ecclesiastico e i cambiamenti sociali ai quali
non si dà adeguata risposta, portano una notevole stasi dell'economia,
provocando un lento ed inesorabile processo di degrado del patrimonio
monumentale.
Nel mese di febbraio del 2005, la parte più antica del centro
storico è stata interessata da un preoccupante fenomeno franoso, che ha
prodotto alcuni danni alle abitazioni e lo sfollamento di qualche decina di
famiglie.
I monumenti più prossimi all'area interessata della frana non
hanno subito particolari danni, ma per scongiurare pericoli di crolli il
Duomo vecchio ‑ che ha sempre avuto problemi di stabilità - e l'adiacente
Chiesa di Sant'Antonio sono state puntellate cosi come le abitazioni
circostanti.
La cronaca recente ci restituisce un quadro, quindi, in cui
- nonostante si cerchi di fare dei passi in direzione di un miglioramento
delle politiche di recupero, di conservazione e di valorizzazione del
patrimonio artistico a storico ‑ il terreno della tutela del patrimonio
culturale in emergenza rimane, tranne rare eccezioni, ancora inesplorato.
La tappa di SALVALARTESicilia a Naro è l’occasione per fare Belle
riflessioni sul ruolo che potrebbe svolgere il volontariato per la
protezione civile nella conservazione e nella tutela dei Beni culturali, con
la messa a punto del modello operativo con cui opera Legambiente, in cui si
rendono disponibili alle autorità competenti qualificate energie in
frangenti in cui è necessario un intervento tempestivo, competente e cauto.
Tutto ciò ci riporta al suggestivo ricordo degli "Angeli del fango",
i ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, che durante l’alluvione del
1966 di Firenze accorsero salvando dalla distruzione migliaia di opere
d'arte con la consapevolezza, ricorda uno di loro in un'intervista, che
quello che stavano facendo era dettato dal desiderio di riconsegnare alle
generazioni future tracce della storia passata, che potessero servire alla
crescita spirituale di persone che forse non erano neppure nate. |