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PALERMO Boccadifalco

 

  PALERMO
     Il Parco dell'ex Riserva Reale di Boccadifalco

Il parco di Boccadifalco si estende, da nord a sud, da Passo di Rigano a corso Calatafimi, e da est ad ovest, da Altarello e Margifaraci fino alle creste di Monte Caputo (al di sotto di Poggio Ridente), per un'estensione superficiale, pari a circa due milioni di mq.

La Riserva Reale borbonica di Boccadifalco, venne realizzata tra il 1799 ed il 1815 per volere del principe ereditario Francesco, rifugiatosi in Sicilia, assieme al padre re Ferdinando IV, a causa dell'invasione napoleonica del Regno di Napoli: mentre il sovrano borbonico dava inizio alla realizzazione della riserva di caccia della Favorita, il principe Francesco, maggiormente dedito alle industrie agrarie si dedicava all'impianto della riserva reale di Boccadifalco, della quale permangono, ancora oggi, numerose le testimonianze storiche, architettoniche ambientali.

La Riserva Reale, oltre agli scopi venatori (la Conigliera è un toponimo abbastanza noto a Palermo), era dedicata ad attività de sperimentazione agricole, zootecnica e botanica ed accolse al suo interno no l’orto botanico de Palermo, nel quale furono impiantati i prime esemplare di mandarino o de altre specie esotiche di piante erbacee; all'interno delle aree del Parco, trovarono sede allevamenti di bestiame ed intorno alla riserva si insediarono alcune attività satellite come macellerie e taverne per la vendita dei prodotti agricoli della riserva, o borgate che accoglievano i contadini della stessa (Boccadifalco).

La sua storia procede in maniera travagliata sino ad i nostri giorni, attraverso cessioni alle autorità militate ed a soggetti terze, edificazione, occupazioni abusive, abbandono e degrado.

Allo stato attuale, nonostante l’ex Riserva di Boccadifalco goda delle medesime caratteristiche storico‑architettoniche della Favorita e sia, assieme alle limitrofe aree di pertinenza delle ville e dei bagli, uno degli elementi di pregio ambientale e paesaggistico di questa parte della città, non viene tutelata dal Piano Regolatore Generale secondo quanto meriterebbe ed anzi proprio in conseguenza di alcune scelte pianificatorie assai discutibili, rischia, assieme alle pertinenze delle ville e dei bagli, di essere compromessa da speculazione edilizie.

La Legambiente ha iniziato a porre l’attenzione sulla Riserva Reale Borbonica di Boccadifalco e sulle limitrofe aree di pregio storico­paesaggistico con la finalità di giungere alla loro tutela e salvaguardia da possibili tentativi di speculazione, come è stato già fatto per l’altro parco borbonico cittadino: la Favorita.