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Introduzione

Programma
1 - PALERMO
 il complesso monumentale della Magione
2 - GAGLIANO CASTELFERRATO
la Chiesa Madre
3 - CASTELVETRANO
il Parco archeologico di Selinunte
4 - ROMETTA
una storia antica e unica
5 - MILITELLO ROSMARINO
i resti del Castello
6 - PIAZZA ARMERINA
La Villa Romana del Casale
7 - SCIARA
le Mura Pregne e il Dolmen
8 - PALERMO
il libro Tuttifrutti
9 - RANDAZZO
il Convento di San Giorgio
10 - MALVAGNA
il Covento di San Giuseppe dei Frati Minori
11 - AGIRA
l'antico Castello
12 - TROINA
la Chiesa si San Nicolò alla Piazza
13 - SINAGRA
il percorso delle cento fontane
14 - CAPO D'ORLANDO
la Mostra Talenti da...salvare
15 - SAN SALVATORE DI FITALIA
il Casino di Santa Maria Cuma
16 - MESSINA
il Monastero di San Filippo di Agira
17 - SANT'ANGELO DI BROLO
la Torre
18 - GIOIOSA MAREA
le rovone di Gioiosa Guardia
19 - MILAZZO
il Convento e la Silvia dei Cappuccini
20 - BARCELLONA
il Villino liberty Foti-Arcodaci
SAN PIER NICETO
le sorgenti di Plinio
21 - ACI CATENA
il complesso della Torre di Casalotto
22 - CALTAGIRONE
l'opera di Natale Bonaiuto
23 - PALERMO 
il Castello di Maredolce
24 - SIRACUSA
l'area archeologica di Targia
25 - NOTO
i Monumenti della Natura
26 - NOTO Castelluccio
la Grotta dei Santi e il Castello medievale

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25 - NOTO i Monumenti della Natura

  25 - NOTO
    i Monumenti della Natura

La centralità mediterranea, la variabilità dei caratteri ecologici del territorio, la grande biodiversità, l'incontro millenario con le più grandi civiltà umane e con il loro patrimonio di piante, animali, tecniche, costumi e rapporti sociali, l'intreccio, quindi, tra una grande natura e una grande storia, hanno determinato in Sicilia il diffondersi di una pluralità di paesaggi che rappresentano per l'isola un patrimonio da difendere e, ancora in gran parte, da valorizzare.

Nonostante la natura dinamica che è propria dei paesaggi agrari, nonostante, quindi, le grandi trasformazioni che hanno interessato l'isola, portando alla scomparsa o alla rarefazione territoriale di molti di essi, numerosi alberi di paesaggi agrari, forestali e urbani lontani nel tempo, sopravvivono ancora, spesso isolati in contesti paesaggistici molto alterati.

Presenze superstiti di un palinsesto in continuo mutamento, quello dell'incontro tra la natura e la storia, a testimoniare vegetazioni scomparse, ecosistemi lontani nel tempo, tradizionali usi del suolo, tradizioni e costumi antichi.

Si definiscono "alberi monumentali", a dimostrare la loro appartenenza anche al mondo della cultura oltre che a quello della botanica o dell'agricoltura.

Appartengono a questa categoria, che ha nel mondo scientifico della botanica e della selvicoltura e dell'agroforestazione i suoi studiosi, alberi di età veneranda (da cui il termine di "patriarchi verdi" o di veteran trees come usano dire gli anglosassoni), alberi di straordinarie dimensioni (per l'altezza, l'architettura dei rami, rarità della specie, diametro della chioma e, soprattutto - consueto indice di vecchiaia - circonferenza del tronco), di forma o portamento particolare, testimoni di sistemi di vegetazione scomparsi, di eventi storici importanti, alberi piantati per finalità religiose o in occasione di particolari eventi politici o culturali: piante che possono essere considerati "alberi testimoni" a valenza anche metaforica, con ridimensionamento del significato botanico ed assunzione di nuove valenze storiche e culturali.