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I Monumenti della Natura

  I Monumenti della Natura

Qualche studioso ha detto che la Roverella di Macchia dell'Inferno, sopra Castelbuono, una Quercus pubescens, ha due/trecento anni più del Duomo di Cefalù.

Da quando ha "messo su radici" ha visto passare più di un millennio di storia ed rimasta lì, immobile, viva e sempre più forte, malgrado l'uomo.

Oggi il suo stato vegetativo e sanitario e complessivamente discreto.

Non sono poche le piante secolari nella nostra Regione.

Da un rapidissimo censimento, solo nelle aree dei Parchi, arriviamo a superare centinaio.

Ma sembra che ce ne siamo ancora di più in terreni privati e in altri demani, spesso senza alcuna tutela.

E se consideriamo anche quegli esemplari vegetativi, magari non pluricentenari, ma con una collocazione singolare o testimoni di qualche particolare avvenimento, il numero di alberi importanti cresce ancora.

Ci siamo accorti che, a dispetto della storia che rappresentano, queste piante non sono adeguatamente salvaguardate e curate, non hanno un "riconoscimento" per quello che rappresentano, per quello che sono.

Non viene riconosciuta la loro vita, l'essere "essere viventi" che respirano e vivono da centinaia di anni e vengono cosi trattati come tutte le altre piante, spesso ricevono anche meno, se hanno la sfortuna di non essere cresciute in un'area vincolata.

Ma perchè un qualcosa, per di più vivente, che ha un'età maggiore della Cattedrale normanna di Ruggero II, non debba avere la stessa attenzione, cura, salvaguardia, fruizione e valorizzazione che riceve il Duomo di Cefalù?

Sempre di più i beni naturali e naturalistici devono far parte del nostro bagaglio culturale, della nostra formazione, della nostra identità.

Il Testo Unico n. 490/99 sui Beni culturali, ha, tra i suoi meriti, esteso il concetto di bene naturalistico, facendolo diventare qualcosa d'integrato con l'insieme del patrimonio artistico e monumentale del nostro Paese.

I Beni ambientali sono, adesso, costituzionalmente tutelati, e devono essere "usati" e valorizzati esclusivamente nei modi non solo compatibili, ma idonei ad assicurare contestualmente la loro tutela e quella del paesaggio cui danno forma visibile.

Allora, queste piante centenarie, questi testimoni viventi del nostro passato, devono diventare i Monumenti della Natura.

In applicazione del Testo Unico n.490/99, dando forma e sostanza alla nuova filosofia della gestione dei Beni culturali, l'Assessore regionale dei Beni culturali e ambientali deve riconoscere il valore di queste presenze, individuando con un apposito suo decreto le principali testimonianze di questo patrimonio ambientale e storico.

Il progetto non si fermerà all'individuazione e al riconoscimento delle piante secolari, approntando un'apposita tabellazione, ma, dopo un accurato censimento e studio sulle loro condizioni vegetative e sanitarie, predisporre un'adeguata sistemazione e cura particolare, per una migliore tutela e salvaguardia.

Occorrerà coinvolgere l'Assessorato regionale al Territorio e all'Ambiente, le Università siciliane, l'Azienda siciliana Foreste Demaniali.

Bisognerà creare un circuito, dei percorsi guidati, valorizzare l'aspetto botanico, ma anche quelli che s'intrecciano con l'etnoantropologia.

I Monumenti della Natura saranno un'altra importantissima risorsa del nostro inesauribile patrimonio culturale.