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Luglio 2007

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LIPARI il Parco naturale, vulcanologico e archeologico delle isole Eolie

  LIPARI
  
    il Parco naturale, vulcanologico e archeologico delle isole Eolie

Per il futuro delle isole Eolie si può adesso aprire una fase nuova ed inedita.

Gli impegni presi dal Governo regionale – che vanno nella direzione da noi auspicata – nella recente assemblea dell'Unesco per far rimanere l'arcipelago eoliano nella World Heritage List obbligano a delle scelte precise, rapide (entro la fine del 2008) ed inequivocabili.

Acquisita definitivamente e irreversibilmente la chiusura delle cave di pomice - anche se bisogna con serietà e responsabilità risolvere il problema del futuro dei lavoratori e la messa in sicurezza dei luoghi - , dopo l'ormai imminente istituzione della riserva naturale terrestre nell'isola di Lipari e auspicando che si concluda finalmente al Ministero per l'Ambiente il lungo iter per la nascita dell'area marina protetta, bisogna da subito progettare una gestione sostenibile, innovativa e moderna del territorio e del paesaggio eoliano.

Troppo facilmente ci si dimentica che le Eolie hanno fatto da supporto a vicende umane che a loro volta hanno costituito sul territorio, in dialogo con la natura e con le risorse vulcaniche delle isole, un ulteriore eccezionale patrimonio culturale, che coniugato alle particolari ed uniche specificità vulcaniche presenti, fanno dell'arcipelago uno dei più importanti siti scientifici, paesaggistici, archeologici e sottomarini del mondo.

Si tratta di riconoscere l'unità dei valori umanistici, archeologici, etno-antropologici e naturali presenti nell'arcipelago e progettare una loro gestione e, dunque valorizzazione, coerente e organica.

Riteniamo che la migliore soluzione sia l'istituzione di un Parco naturale, vulcanologico e archeologico delle Isole Eolie, che metta insieme i territori naturalistici meritevoli di tutela e perimetrati con le riserve individuate nel 1991 nelle diverse isole e quelli delimitati dalla proposta di parco archeologico fatta dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Messina.

Questa sarebbe anche la risposta più chiara, concreta e seria alla richiesta dell'Unesco di avere un unico e credibile interlocutore e responsabile dell'indispensabile piano di gestione del sito Patrimonio dell'Umanità.

Sarebbe, altresì, il primo e unico caso di gestione e tutela integrata del patrimonio ambientale e di quello culturale, ricchissimo nell'arcipelago, trasformando i vincoli "passivi" in risorsa, in economia, per realizzare uno sviluppo eco-compatibile