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Per il
futuro delle isole Eolie si può adesso aprire una fase nuova ed inedita.
Gli
impegni presi dal Governo regionale – che vanno nella direzione da noi auspicata
– nella recente assemblea dell'Unesco per far rimanere l'arcipelago eoliano
nella World Heritage List obbligano a delle scelte precise, rapide (entro la fine
del 2008) ed inequivocabili.
Acquisita definitivamente e irreversibilmente la
chiusura delle cave di pomice - anche se bisogna con serietà e responsabilità
risolvere il problema del futuro dei lavoratori e la messa in sicurezza dei
luoghi - , dopo l'ormai imminente istituzione della riserva naturale terrestre
nell'isola di Lipari e auspicando che si concluda finalmente al Ministero per
l'Ambiente il lungo iter per la nascita dell'area marina protetta, bisogna da
subito progettare una gestione sostenibile, innovativa e moderna del territorio
e del paesaggio eoliano.
Troppo facilmente ci si dimentica che le Eolie hanno fatto da supporto a vicende umane che a loro volta hanno costituito sul
territorio, in dialogo con la natura e con le risorse vulcaniche delle isole, un
ulteriore eccezionale patrimonio culturale, che coniugato alle particolari ed
uniche specificità vulcaniche presenti, fanno dell'arcipelago uno dei più
importanti siti scientifici, paesaggistici, archeologici e sottomarini del
mondo.
Si tratta di riconoscere l'unità dei valori umanistici, archeologici, etno-antropologici e naturali presenti nell'arcipelago e progettare una loro
gestione e, dunque valorizzazione, coerente e organica.
Riteniamo che la
migliore soluzione sia l'istituzione di un Parco naturale, vulcanologico e
archeologico delle Isole Eolie, che metta insieme i territori naturalistici meritevoli di tutela e
perimetrati con le riserve individuate nel 1991 nelle diverse isole e quelli
delimitati dalla proposta di parco archeologico fatta dalla Soprintendenza ai
Beni culturali di Messina.
Questa sarebbe anche la risposta più chiara, concreta
e seria alla richiesta dell'Unesco di avere un unico e credibile interlocutore e
responsabile dell'indispensabile piano di gestione del sito Patrimonio
dell'Umanità.
Sarebbe, altresì, il primo e unico caso di gestione e tutela
integrata del patrimonio ambientale e di quello culturale, ricchissimo
nell'arcipelago, trasformando i vincoli "passivi" in risorsa, in economia, per
realizzare uno sviluppo eco-compatibile |