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La Torre della Calura, un edificio posto sulla
punta estrema dell'omonimo promontorio, serviva per il controllo dei due approdi
naturali ad est della Rocca: lo scaro protetto dal maestrale (attualmente la
spiaggia del complesso Cost House) e la spiaggia di Presidiana con le sue
sorgenti di acqua dolce.
La Torre fa parte del sistema di avvistamento promosso
nel 1578 dal viceré Marco Antonio Colonna e realizzato dal Parlamento siciliano
per difendere l'isola dalle incursioni dei corsari turchi.
La necessità della
costruzione del manufatto difensivo è stata decisa durante gli studi preliminari
promossi da Colonna che si era avvalso del senese Tiburzio Spannocchi, ingegnere
militare. Quest'ultimo nel 1578 aveva effettuato una ricognizione sulle capacità
difensive delle città costiere.
Il lavoro dello Spannocchi fu successivamente
ampliato e completato nel corso di una seconda visita affidata dal Parlamento
siciliano al Capitano Giovan Battista Fresco e al fiorentino Camillo Camilliani.
La Deputazione decise la nascita della Torre nel 1594 e dal 1618, ma probabilmente anche prima, fu messa
definitivamente in guardia con tre soldati.
L'edificio ha un impianto simile a
quello di molte altre torri dello stesso periodo, come ad esempio quella di
Pollina: base quadrata di circa 11 metri di lato con un unico piano abitabile,
diviso in tre locali, posto su un alto basamento con pareti leggermente
inclinate, a cui si accedeva con delle scale rimuoviblli.
Una scala in muratura
ricavata nello spessore di un muro perimetrale, oggi quasi completamente
crollato, consentiva di accedere al tetto terrazzo. Le tre stanze sono coperte
con volte a botte e tre ampie finestre consentono la visione di ampi tratti di
costa e di mare.
In un angolo della stanza principale, di dimensione doppia rispetto alle
altre, sono ancora evidenti i resti di un camino e sul pavimento in mattoni la
botola di accesso alla cisterna che consentiva la raccolta dell'acqua piovana.
I
muri perimetrali superstiti sono costruiti con muri a sacco in pietrame e malta
di calce rinforzati con contrafforti angolari in arenaria. Sempre in arenaria
sono realizzati i muri che internamente dividono gli ambienti, le volte reali ed
i tori posti come partitura delle facciate esterne.
La Torre versa in uno stato
preoccupante. Sono crollati l'angolo sud-ovest e una larga porzione della volta
di copertura del vano maggiore.
Le parti superstiti sono appesantite dagli
agenti atmosferici e rischiano anch'esse di crollare. |