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13-22
Luglio 2007

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CEFALÙ - la Torre della Calura

  CEFALÙ 
  
   la Torre della Calura

La Torre della Calura, un edificio posto sulla punta estrema dell'omonimo promontorio, serviva per il controllo dei due approdi naturali ad est della Rocca: lo scaro protetto dal maestrale (attualmente la spiaggia del complesso Cost House) e la spiaggia di Presidiana con le sue sorgenti di acqua dolce.

La Torre fa parte del sistema di avvistamento promosso nel 1578 dal viceré Marco Antonio Colonna e realizzato dal Parlamento siciliano per difendere l'isola dalle incursioni dei corsari turchi.

La necessità della costruzione del manufatto difensivo è stata decisa durante gli studi preliminari promossi da Colonna che si era avvalso del senese Tiburzio Spannocchi, ingegnere militare. Quest'ultimo nel 1578 aveva effettuato una ricognizione sulle capacità difensive delle città costiere.

Il lavoro dello Spannocchi fu successivamente ampliato e completato nel corso di una seconda visita affidata dal Parlamento siciliano al Capitano Giovan Battista Fresco e al fiorentino Camillo Camilliani.

La Deputazione decise la nascita della Torre nel 1594 e dal 1618, ma probabilmente anche prima, fu messa definitivamente in guardia con tre soldati.

L'edificio ha un impianto simile a quello di molte altre torri dello stesso periodo, come ad esempio quella di Pollina: base quadrata di circa 11 metri di lato con un unico piano abitabile, diviso in tre locali, posto su un alto basamento con pareti leggermente inclinate, a cui si accedeva con delle scale rimuoviblli.

Una scala in muratura ricavata nello spessore di un muro perimetrale, oggi quasi completamente crollato, consentiva di accedere al tetto terrazzo. Le tre stanze sono coperte con volte a botte e tre ampie finestre consentono la visione di ampi tratti di costa e di mare.

In un angolo della stanza principale, di dimensione doppia rispetto alle altre, sono ancora evidenti i resti di un camino e sul pavimento in mattoni la botola di accesso alla cisterna che consentiva la raccolta dell'acqua piovana.

I muri perimetrali superstiti sono costruiti con muri a sacco in pietrame e malta di calce rinforzati con contrafforti angolari in arenaria. Sempre in arenaria sono realizzati i muri che internamente dividono gli ambienti, le volte reali ed i tori posti come partitura delle facciate esterne.

La Torre versa in uno stato preoccupante. Sono crollati l'angolo sud-ovest e una larga porzione della volta di copertura del vano maggiore.

Le parti superstiti sono appesantite dagli agenti atmosferici e rischiano anch'esse di crollare.