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L'esperienza dei
geoparchi e oggi posta ad un significativo livello di maturazione. Le
esperienze italiane hanno avuto culmine con l'attivazione del parco geo
minerario della Sardegna e hanno maturato iniziative come il Parco di Cerere
in Sicilia che impongono una attenta riflessione. Il significato e il
contenuto culturale di queste realtà sono oggi dato concreto con cui una
corretta politica della gestione delle risorse storico-morfologiche del
territorio deve confrontarsi. Questa realtà ha assunto in determinati casi,
come in quello sardo, la dimensione della presa di coscienza di una
determinata regione nei confronti di una realtà che ne ha condizionato
l'assetto, le attività produttive e le possibilità di successo economico.
La dimensione dei
geoparchi è estremamente significativa ed interessante perchè corrisponde ad
una tendenza mondiale legata alla consapevolezza dell'utilizzo delle risorse
naturali e alla presenza di queste sul territorio.
Quanto flino a poco
tempo fa era – nell'ambito della identificazione del concetto di parco – di
difficile interpretazione e connotazione è oggi più facilmente
comprensibile. Questo fenomeno ha spostato l'interesse dalla semplice
identificazione di una situazione naturalisticamente rilevante,
corrispondente ad esempio ai parchi naturalistici storici e a quella di
nuovi parchi ambientali con valenze tematiche particolari, come quelli
geominerari.
In questo caso
specifico l'interesse culturale non riguarda solo il dato naturalistico da
rispettare o assoggettare a tutela assoluta, ma è piuttosto, coinvolto in
un concetto più ampio e degno di attenzione di bene culturale che congloba
dati naturali, dati derivanti dall'antropizzazione del territorio e
situazioni derivate dall'utilizzo di risorse minerarie che hanno segnato
storicamente e socialmente lo sviluppo di molte aree.
E evidente che questa
nuova dimensione che lega i nostri territori alle attività che si sono
svolte spesso per alcune centinaia di anni e alla dislocazione delle
presenze umane, si sta dimostrando più coinvolgente rispetto alle
possibilità di utilizzo della sola risorsa ambiente. Al profondo significato
della natura da conservare si aggiunge il valore e il conto delle presenze
umane con l'intero portato dei segni delle attività lavorative e di
trasformazione del territorio.
Non si tratta di una
nuova complicazione "culturale" in aggiunta ai dati ambientali, piuttosto di
una presa di coscienza più ampia e generalizzata del significato della
presenza umana, del ruolo del lavoro e della tendenza ad innescare processi
di sviluppo che fa parte della prospettiva – assolutamente umana – di
tendere al miglioramento della qualità della vita.
Poiché non sempre la
tendenza allo sviluppo significa successo è evidente che alla storia delle
attività umane di utilizzo di risorse naturali si sono accoppiati fenomeni
di sfruttamento o di disagio sociale. La conoscenza di questo tipo di
presenze sul territorio ci rende di fatto più partecipi di quanto sta alla
base del nostro radicamento territoriale e, in buona sostanza, delle nostre
radici.
Le esperienze del
parco minerario di Floristella-Grottacalda (EN), che e oggi parte della
proposta del Parco Culturale Rocca di Cerere, e quello del parco
geominerario della Sardegna dimostrano, sia pur nelle differenti dimensioni
e con dissimili connotati, che la dimensione culturale che queste strutture
incarnano contiene valenze, oltre che ambientali, di natura storica ed
etnoantropologica di fondamentale importanza.
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